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LA NOSTRA STORIA

Lo Scombussolato Team nasce ufficialmente nel gennaio 2007 come sezione orienteering della Polisportiva Adolescere, istituzione ormai trentennale impegnata soprattutto nel volley (185 atleti, 25 dirigenti, 10 allenatori) ma anche nel tennis e nell’equitazione. La Polisportiva Adolescere considera lo sport come elemento di aggregazione per imparare a crescere bene insieme;pur nello spirito agonistico, la priorità è pertanto formativa/educativa per tutti: giocatori, istruttori e dirigenti. Anche lo Scombussolato Team cerca di fare propri questi principi e considera l’orienteering non solo come attività agonistica finalizzata al raggiungimento di risultati sportivi, ma anche come momento di incontro e di relazione con gli altri; anche a questo scopo è stato istituito il Club del Punzone, che ha sede all’interno del Centro Adolescere, aperto tutti i sabati permette anche ai curiosi di conoscerci e chiarirsi le idee su cosa sia l’orienteering; anche attraverso questi semplici momenti di incontro e aggregazione passa la crescita delle persone. Nonostante l’istituzione di una squadra agonistica sia un fatto recentissimo, sono anni che l’orienteering viene insegnato e praticato nelle strutture della Fondazione Adolescere. La Provincia di Pavia investe da tempo in questo sport, grazie ai suoi contributi possiamo contare su impianti cartografici estesi e aggiornati; la promozione dei Giochi Sportivi Studenteschi, che anche quest’anno si terranno a Pietragavina; il lancio di gare ufficiali come le prove del Trofeo Lombardia disputate sulla carta di Villa Penicina. Lo Scombussolato Team è l’unica società a livello provinciale impegnata in questo sport.


18 aprile 2010

ALPE DI MONGHIDORO - 3° COPPA ITALIA

Prima o poi scriverò un libro: "Notti in palestra". Il materiale a mia disposizione è già abbondante... Dopo Sassofortino credevo di avere già sentito il miglior repertorio di russate del mondo, ma a Monghidoro un atleta è andato oltre: basta di dire che ha costretto RB a fabbricarsi dei tappi per le orecchie... (tra l'altro, RB aveva nella pancia una pizza ENORME mangiata la sera prima, pasto che avrebbe sedato anche un bue...).
Anche il risveglio non è stato male: 3°C e neve! Una bella botta di vita! Inizia un tam-tam di SMS, telefonate e mail per capire come sia la situazione in quota (la gara si svolge all'"Alpe di Monghidoro", un pò più su del paese), lì si sono già fermati 15 cm di coltre bianca, che rende anche difficoltoso arrivare al ritrovo.
Risultato: prima partenza spostata alle 12.00, in attesa di notizie migliori.
Gli orientisti-saccopelisti cercano di ammazzare il tempo meglio che possono, noi giochiamo a mentidores (io vinco), alcuni si arrampicano sulle liane altri accendono il PC per monitorare live la situazione. L'incertezza, ovviamente, regna sovrana; ma alla fine ci muoviamo verso il ritrovo. L'organizzazione è preoccupata che la neve renda impossibile il parcheggio in zona-gara, quindi organizza un servizio navette improvvisato ma efficiente.

Ecco la nostra situazione al ritrovo:
Camilla: dopo l'errore tattico del giorno prima (aveva dimenticato le scarpe giuste e ha dovuto correre con quelle di RB) è contenta di usare quelle con i tacchetti. E' anche un pochino titubante per il suo debutto in WA, con la carta in scala 1:15000, in un bosco dalle forme irriconoscibili.
Carolina: il suo orario di partenza assurdo la convince a non prendere parte alla gara. Fortunatamente si è portata del lavoro da casa, che sbrigherà nella calda e accogliente baita vicino al freddo tendone dove sono stipati gli atleti.
RB: Riesce a cambiare categoria per partire prestissimo, assume dosi ignobili di proteine, carboidrati in gel e caffeina ed è felice come una Pasqua. (Il bosco si prenderà una bella rivincita per tanto, ingiustificato, entusiasmo).
Io: niente da segnalare. In mezzo a una truppa di pazzi, sono l'unico che conserva un aspetto da uomo sano.
Dabal: pessime condizioni fisiche alla partenza. Dopo avere testato la comodità del pavimento della palestra (il suo materassino è spesso come un foglio di cartavelina) si è fatto chiudere la mano in mezzo alla portiera del minibus, le premesse non sembrano buone, ma il bosco riserverà grandi soddisfazioni.
E Fabio?! Purtroppo, scosso dagli eventi della sera prima e da un risveglio non proprio soave, il nostro Elite decide di fare dietrofront e tornare a casa.
La delusione del Team è tanta...

Il bosco è favoloso, o almeno lo sarebbe con meno neve! Personalmente, sono andato davvero in crisi. Concentrazione poca, azzerata da alcuni incontri fatti nel bosco, fatica tremenda a leggere la carta, risultato: ritiro (da vigliacco, infatti sarò intrattabile per tutto il viaggio di ritorno...).
Dabal si concede una prestazione maiuscola: 6°!!! Gara in grande sicurezza e senza forzare, gli altri hanno sbagliato, lui no. Primo degli atleti lombardi al traguardo. Difficile trovare un aggettivo per dare una dimensione a questo 6° posto (alla seconda gara in M16, tra l'altro...).
RB si diverte, concludendo un pò nelle retrovie, ma tra la partenza e l'arrivo gli succede un pò di tutto: rischia di slogarsi-lussarsi-rompersi praticamente tutte le articolazioni dal bacino in giù (e non sono poche...), poi decide di testare la robustezza di uno stinco picchiandolo contro un ramo: ha vinto lo stinco, ma di poco... e per concludere, osserva un altro orientista tentare un "salto mortale spinato", trattasi di un salto mortale compiuto attorcigliandosi con un filo spinato teso ad altezza uomo.
Camilla sopravvive a una gara veramente massacrante, io l'ho vista spesso stanca a fine gara, ma mai come domenica. Tra l'altro le WA hanno sofferto di 2 inconvenienti legati alla posa delle lanterne: una era sommersa dalla neve, un'altra era stata spostata; si è formato così un serpentone che favoriva chi partiva dietro e riusciva ad accodarsi. Camilla non è partita dietro... e ha dovuto fare strada non solo per sè. Si cresce soprattutto soffrendo: domenica lei è quella che ha sofferto più di tutti, ma ha stretto i denti e concluso una fatica micidiale. Chapeau.

Ferro

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COS'E' L'ORIENTEERING?

L'orienteerig è uno sport per tutte le età, ma anche un'attività ricreativa nella natura. L'orientamento si pratica di corsa e con la mountain-bike in estate, con gli sci da fondo d'inverno. Scopo di ogni orientista è quello di individuare la "via" più rapida, in funzione alle proprie capacità tecnico-atletiche, al fine di raggiungere i punti di controllo denominati "lanterne", predisposti sul terreno dal tracciatore di gara. Strumenti dell'orientista sono: una carta topografica, speciale e molto dettagliata ed una bussola. Sulla cartina vi è riportata l'esatta ubicazione dei posti di controllo tramite una serie di cerchietti rossi al cui centro corrisponde, nella realtà, la collocazione della lanterna. Ogni lanterna è dotata di "punzonatrice" con la quale, tramite apposita foratura su "cartellino", il concorrente può dimostrare all'arrivo il regolare passaggio dal punto.

PERCHE' ORIENTEERING?

E' uno sport che piace ai ragazzi, piace forse perchè si entra a contatto con la natura, con l'atmosfera misteriosa dei boschi, con l'energie delle distese erbose, con la scoperta di sentieri inesplorati. Piace perchè si può giocare in gruppo ma anche da soli, piace perchè c'è il gusto dell'avventura e del rischio unito alla certezza della strada giusta, rivelata dal percorso segnato sulla cartina topografica o, come spesso accade, dai compagni. L'orienteering è strumento di interazione ma anche di presa di contatto con il mondo dei ragazzi, delle loro paure e delle loro risorse. Con l'orienteering cerchiamo di collegare la gratificazione (dovuta alla riuscita, alla sfida con se stessi e all'andare autonomamente nei boschi) con la scoperta di abilità e competenze (risultante dall'esperienza diretta sul campo e dalla riflessione continua).
Fare orienteering con i compagni o con gli amici vuol dire incontrarli, cioè scoprire quanto possiedono di unico e singolare, scoprire le risorse di tutti e condividerle, arrivare alla sconfitta delle proprie paure legate al giudizio degli altri.

FONDAZIONE ADOLESCERE

Adolescere nasce nel 1869 come Orfanotrofio di Voghera su decisione della Cassa di Risparmio. Nel 1986 diventa Centro Sociale. Nel maggio del 2000 assume la connotazione di Centro Provinciale, cioè l'ente che, mantenendo la continuità storica (Centro), agisce di concerto con gli Enti Locali e con la Provincia di Pavia. Dal 1° gennaio 2004 Adolescere è Fondazione senza scopo di lucro con D.g.r. n.//14628 del 17 ottobre 2003, con l'impegno di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi "con" e "per" gli adolescenti e gli adulti.

I principi fondanti
La filosofia e la cultura della Fondazione Adolescere si basano sui principi della solidarietà (che è apprendimento della speranza e partecipazione e impegno alla propria realtà), della laicità (perché è uno stile, un metodo personale ai valori dell'autonomia, del pluralismo e del dialogo) e della valorizzazione della professionalità relazionale.

La nostra Mission
Adolescere interviene con servizi e progetti che comprendono le aree di intervento :
area sociale ed educativa per il diritto all'educazione, alla salute, alla socializzazione ed alla tutela dei minori;
area della formazione professionale e della formazione continua;
area dell'orientamento per il sostegno all'inserimento lavorativo;
area dell'aggiornamento del personale della scuola per la ricerca e l'innovazione;
area terapeutico - riabilitativa per la tutela della salute mentale dei disabili.

Adolescere è Fondazione di Comunità (Community Foundation) profondamente radicata nella storia del territorio.
Opera al servizio della popolazione e delle istituzioni locali attraverso il proprio capitale intellettuale, strutturale e relazionale.
Il coinvolgimento del territorio crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse (denaro, tempo, capacità e tecniche progettuali) ad Adolescere che ne garantisce il riutilizzo nell'ambito della stessa collettività.

Adolescere è Fondazione di Gestione in quanto finalizzata al raggiungimento diretto di scopi sociali, educativi, culturali e formativi attraverso accoglienti strutture e sperimentati processi organizzativi.