Da Voghera partono 5 atleti: io, Camilla, Andrea, Riccardo e... Paolo!
Ebbene sì: dopo essere diventato Dottore, è anche riuscito a essere ammesso al corso specialistico in Nefrologia, ora per lui ci dovrebbe essere meno studio e più orienteering!
La gara che ci aspetta è long, decisamente long... Tutti gli altleti sono stati messi a dura prova con percorsi insidiosi e faticosi. Personalmente, credo che l'essenza della gara long sia proprio questa: trovare il limite fisico degli atleti, senza perdere di vista la componente tecnica.
In una prova middle, una tecnica sopraffina può permettere di sopperire alla carenza di allenamento, quando il tracciato si allunga, deve uscire fuori chi "ne ha di più": più fiato, più gambe e più testa. Mantenere la concentrazione per tutta la gara, riuscire a resettarsi dopo un errore, capire quando è il momento di spingere e quando invece è meglio rallentare è, a mio parere, ancora più faticoso che fare girare le gambe. E' anche l'aspetto più difficile da allenare e me ne sono accorto durante la gara...
Come detto sopra: percorsi impegnativi, per tutti.
Torniamo a casa con qualche soddisfazione e qualche rammarico:
Riccardo è, forse, il più soddisfatto! Battesimo nel bosco per lui, che porta a casa un ottimo 5° posto nella ESO. Soddisfatto della sua gara, dove però incappa in un paio di errori molto significativi dovuti anche alla stanchezza: ha deciso di provare a conquistare nell'arco di poche ore sia il titolo di "Re della disco" sia quello di "Re del bosco"... Ovviamente, nonostante ce l'abbia messa tutta, si è accorto di essere un umano come gli altri.
Andrea è molto soddisfatto: 4° in MC, con il podio a lungo a portata di mano. Peccato per qualche errore dovuto all'inesperienza, ma le gambe ci sono, ed è un punto di partenza importante. Con un pò più di esperienza arriveranno anche i podi.
Camilla c'è! Meno allenata e meno spensierata dello scorso anno, riesce comunque a portare a casa il 3° posto in WAK! Categoria vinta da Lucia Curzio, mica l'ultima arrivata... Tra l'altro si prende il lusso di battere (e non di poco) una certa Stella Varotti, componente della nazionale di MTB-O.
Paolo, al rientro dopo una lunghissimo periodo di inattività, non può certo essere sconento! Il primo passo, dopo una lunga sosta, è sempre difficile; con il tempo ritorneranno anche la condizione atletica e la velocità di lettura che gli permettano di riportarsi al top delle classifiche!
Francesco è "borderline", abbastanza contento per la parte tecnica, abbastanza scontento per quella atletica. Purtroppo gli impegni di lavoro e di famiglia lo hanno costretto a limitare gli allenamenti, ma confida di potersi impegnare di più dirante l'estate per arrivare a regime nella seconda parte di stagione. La tecnica è già solida, con un pò di fiato in più possono arrivare dei bei risultati!
E ora, gli scontenti:
Fabio, una gara così dura poteva proiettarlo più su in classifica, visto il grande impegno che mette nell'allenamento; purtroppo, è incappato in un weekend in cui le gambe non volevano proprio saperne di girare. L'obiettivo per lui è accumulare gli ultimi punticini per confermarsi Elite il prima possibile, in modo da potere pianificare con più attenzione i carichi atletici.
Dulcis in fundo... io. Deve essere destino che il capitano dello Scombussolato Team lasci Brinzio con le ossa rotte! Sabato RB, domenica io.
Sono arrivato al traguardo veramente arrabbiato. A un certo punto, nel bosco, in preda ad una vera e propria crisi di nervi ho fatto la cosa che io reputo PEGGIORE per un orientista in gara: ho chiesto ad un altro atleta dove fossimo... Lo puoi fare se sei un neofita e ti sei perso. Io non sono un neofita e non mi ero "perso". Mi aspettavo tanto da questa gara; non dico che partissi per vincere, però volevo dimostrare (soprattutto a me stesso) che mi stavo allenando bene e che potevo cominciare a raccolgiere i frutti di un lavoro cominciato da un paio d'anni.
Il bosco mi ha detto una cosa diversa: le gambe ci sono, la tecnica e la testa ancora no.
Al traguardo ero veramente giù... So di sembrare un pò troppo drammatico, ma sono sicuro che più di un atleta, nella mia situazione, proverebbe le stesse sensazioni.
Dopo essere tornato a casa però, ho deciso di pensarla in un altro modo. Questa gara deve essere il mio punto di partenza; deve essere una tappa che non va dimenticata. So quanto valgo e lo voglio dimostrare, sono sicuro che durante la stagione ne avrò l'occasione! Per il momento posso solo continuare a correre.
Ferro
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