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LA NOSTRA STORIA

Lo Scombussolato Team nasce ufficialmente nel gennaio 2007 come sezione orienteering della Polisportiva Adolescere, istituzione ormai trentennale impegnata soprattutto nel volley (185 atleti, 25 dirigenti, 10 allenatori) ma anche nel tennis e nell’equitazione. La Polisportiva Adolescere considera lo sport come elemento di aggregazione per imparare a crescere bene insieme;pur nello spirito agonistico, la priorità è pertanto formativa/educativa per tutti: giocatori, istruttori e dirigenti. Anche lo Scombussolato Team cerca di fare propri questi principi e considera l’orienteering non solo come attività agonistica finalizzata al raggiungimento di risultati sportivi, ma anche come momento di incontro e di relazione con gli altri; anche a questo scopo è stato istituito il Club del Punzone, che ha sede all’interno del Centro Adolescere, aperto tutti i sabati permette anche ai curiosi di conoscerci e chiarirsi le idee su cosa sia l’orienteering; anche attraverso questi semplici momenti di incontro e aggregazione passa la crescita delle persone. Nonostante l’istituzione di una squadra agonistica sia un fatto recentissimo, sono anni che l’orienteering viene insegnato e praticato nelle strutture della Fondazione Adolescere. La Provincia di Pavia investe da tempo in questo sport, grazie ai suoi contributi possiamo contare su impianti cartografici estesi e aggiornati; la promozione dei Giochi Sportivi Studenteschi, che anche quest’anno si terranno a Pietragavina; il lancio di gare ufficiali come le prove del Trofeo Lombardia disputate sulla carta di Villa Penicina. Lo Scombussolato Team è l’unica società a livello provinciale impegnata in questo sport.


02 maggio 2010

GSS 2010 - CAMILLAPENSIERO

Dopo la gara di Mozzo è doveroso fare il punto della situazione sul livello dei GSS sotto diversi punti di vista: organizzazione, atleti e insegnanti. Solitamente queste considerazioni le fanno i tecnici ma noi, controcorrente per natura, vogliamo sapere l'opinione di un'atleta, una che i GSS li vive correndo.
Ecco il Camillapensiero.

F: Prima dell'appuntamento bergamasco, si era svolta la fase provinciale a Pietragavina; ripensando a quella gara, cosa ci puoi dire riguardo a: livello generale dei partecipanti, livello dei tracciati (soprattutto del percorso JF, sul quale hai corso), pereri degli altri concorrenti e livello organizzativo?
C: Il livello dei parteciapanti lo definirei accettabile, sia dal punto di vista fisico che da quello tecnico. I tracciati non hanno creato particolari grattacapi, anche perchè il percorso (JF) era davvero semplice, sembrava di correre una campestre! Per noi tesserati era molto difficile fare valere la nostra superiorità nella lettura della carta; una mia compagna di liceo (Elena) si è piazzata al 2° posto dietro di me, lei è quasi totalmente a digiuno di orienteering, ma grazie alle sue ottime doti atletiche ha colmato gran parte del gap tecnico. L'organizzazione è stata ottima, ma il tempo inclemente ha costretto tutti a stare stipati nel Centro Montano, dove molti studenti hanno dato una grande prova di inciviltà, trattando malamente la struttura.
F: Valuta gli stessi aspetti, ma per la gara di Mozzo.
C: Il livello degli atleti era molto più alto, tra l'altro le scuole di Bergamo hanno spesso primeggiato, forse per merito della conoscenza che avevano della carta di gara. Nella mia categoria il livello era molto elevato (ha vinto Julia Shutkovskaia davanti a Marta Nogara...) e una cartina piuttosto tecnica ha permesso alle "orientiste" di fare la differenza rispetto alla concorrenza. La scala 1:5000 mi ha messo un pò in difficoltà, soprattutto all'inizio; in più c'era una lanterna posizionata in modo errato (ma Camilla ormai ci è abituata, vedi Monghidoro...). L'organizzazione si è comportata bene, avevamo parecchio spazio a disposizione e la bella giornata ci ha permesso di sfruttarlo; unica pecca: non ci hanno offerto il pranzo...
F: Sei soddisfatta per la tua gara?
C: Sono abbastanza contenta per il risultato (5°), più o meno era il piazzamento che mi aspettavo di ottenere. Non sono contenta per come l'ho raggiunto: 2 errorini all'inizio dovuti alla poca destrezza con la scala 1:5000, una lanterna posizionata male e, nel tratto in discesa, una caduta e una brutta storta mi hanno fatto perdere alcuni minuti. Nel finale la caviglia mi faceva male e non ho potuto essere veloce, peccato!
F: Da Pavia alle altre province, credi ci sia un approccio diverso al nostro sport?
C: C'è un abisso! Il livello dei ragazzi altrove (ovunque) è molto più alto del nostro. Hanno una base tecnica che non è nemmeno paragonabile a quella delle nostre classi, penso che sia dovuto alla diversa considerazione che i loro professori hanno per il nostro sport. Mi spiace dirlo, ma la maggior parte degli insegnanti della nostra provincia NON CONSIDERANO L'ORIENTEERING COME UNO SPORT, o almeno questo è quello che percepiamo noi studenti! Nelle altre province lombarde i ragazzi sono più seguiti e stimolati e i risultati si vedono.
F: Secondo te si può fare di più a livello provinciale e a livello della tua scuola?
C: Sicuramente sì. Sarebbe necessario istruire di più e meglio i professori, e dovremmo poter fare più prove, dedicarci più tempo. Sarebbe bello sfruttare di più le cartine a nostra disposizione, anche quella di Voghera! Credo che basterebbe la buona volontà dei professori per fare un bel salto di qualità.
F: Tanti ragazzi partecipano ai GSS, pochi di loro però finiscono per tesserarsi nelle società, a cosa credi sia dovuto?
C: Credo soprattutto alla mancanza di cultura sportiva di molti professori, che propongono l'orienteering come un gioco, e non come uno sport vero e proprio. Il primo passo per avere più tesserati credo sia questo: cambiare il modo di pensare dei professori. Poi ci sarebbero anche le difficoltà dovute, ad esempio, alle trasferte, spesso lunghe e costose; ma la maggior parte dei ragazzi non prende in considerazione questi problemi perchè, semplicemente, non prende in considerazione nemmeno il tesseramento!
F: Un episodio da ricordare e uno da dimenticare in fretta dei GSS.
C: Possiamo mettere tra le cose "diementicabili" l'infortunio di Amedeo, che per poco non ci lasciava un dito... ma anche le pessime gare di Dabal e Andrea, mi spiace un sacco per loro, ci tenevano ed erano molto motivati, infatti la gara li ha veramente delusi...
Da ricordare: La bella giornata e il gruppo che si è creato, i GSS sono soprattutto un occasione per stare insieme fuori dalla scuola, è stato simpatico essere la "veterana" e fare un pò da chioccia ai più giovani!

Ferro + Camilla (la chioccia)

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COS'E' L'ORIENTEERING?

L'orienteerig è uno sport per tutte le età, ma anche un'attività ricreativa nella natura. L'orientamento si pratica di corsa e con la mountain-bike in estate, con gli sci da fondo d'inverno. Scopo di ogni orientista è quello di individuare la "via" più rapida, in funzione alle proprie capacità tecnico-atletiche, al fine di raggiungere i punti di controllo denominati "lanterne", predisposti sul terreno dal tracciatore di gara. Strumenti dell'orientista sono: una carta topografica, speciale e molto dettagliata ed una bussola. Sulla cartina vi è riportata l'esatta ubicazione dei posti di controllo tramite una serie di cerchietti rossi al cui centro corrisponde, nella realtà, la collocazione della lanterna. Ogni lanterna è dotata di "punzonatrice" con la quale, tramite apposita foratura su "cartellino", il concorrente può dimostrare all'arrivo il regolare passaggio dal punto.

PERCHE' ORIENTEERING?

E' uno sport che piace ai ragazzi, piace forse perchè si entra a contatto con la natura, con l'atmosfera misteriosa dei boschi, con l'energie delle distese erbose, con la scoperta di sentieri inesplorati. Piace perchè si può giocare in gruppo ma anche da soli, piace perchè c'è il gusto dell'avventura e del rischio unito alla certezza della strada giusta, rivelata dal percorso segnato sulla cartina topografica o, come spesso accade, dai compagni. L'orienteering è strumento di interazione ma anche di presa di contatto con il mondo dei ragazzi, delle loro paure e delle loro risorse. Con l'orienteering cerchiamo di collegare la gratificazione (dovuta alla riuscita, alla sfida con se stessi e all'andare autonomamente nei boschi) con la scoperta di abilità e competenze (risultante dall'esperienza diretta sul campo e dalla riflessione continua).
Fare orienteering con i compagni o con gli amici vuol dire incontrarli, cioè scoprire quanto possiedono di unico e singolare, scoprire le risorse di tutti e condividerle, arrivare alla sconfitta delle proprie paure legate al giudizio degli altri.

FONDAZIONE ADOLESCERE

Adolescere nasce nel 1869 come Orfanotrofio di Voghera su decisione della Cassa di Risparmio. Nel 1986 diventa Centro Sociale. Nel maggio del 2000 assume la connotazione di Centro Provinciale, cioè l'ente che, mantenendo la continuità storica (Centro), agisce di concerto con gli Enti Locali e con la Provincia di Pavia. Dal 1° gennaio 2004 Adolescere è Fondazione senza scopo di lucro con D.g.r. n.//14628 del 17 ottobre 2003, con l'impegno di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi "con" e "per" gli adolescenti e gli adulti.

I principi fondanti
La filosofia e la cultura della Fondazione Adolescere si basano sui principi della solidarietà (che è apprendimento della speranza e partecipazione e impegno alla propria realtà), della laicità (perché è uno stile, un metodo personale ai valori dell'autonomia, del pluralismo e del dialogo) e della valorizzazione della professionalità relazionale.

La nostra Mission
Adolescere interviene con servizi e progetti che comprendono le aree di intervento :
area sociale ed educativa per il diritto all'educazione, alla salute, alla socializzazione ed alla tutela dei minori;
area della formazione professionale e della formazione continua;
area dell'orientamento per il sostegno all'inserimento lavorativo;
area dell'aggiornamento del personale della scuola per la ricerca e l'innovazione;
area terapeutico - riabilitativa per la tutela della salute mentale dei disabili.

Adolescere è Fondazione di Comunità (Community Foundation) profondamente radicata nella storia del territorio.
Opera al servizio della popolazione e delle istituzioni locali attraverso il proprio capitale intellettuale, strutturale e relazionale.
Il coinvolgimento del territorio crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse (denaro, tempo, capacità e tecniche progettuali) ad Adolescere che ne garantisce il riutilizzo nell'ambito della stessa collettività.

Adolescere è Fondazione di Gestione in quanto finalizzata al raggiungimento diretto di scopi sociali, educativi, culturali e formativi attraverso accoglienti strutture e sperimentati processi organizzativi.