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LA NOSTRA STORIA

Lo Scombussolato Team nasce ufficialmente nel gennaio 2007 come sezione orienteering della Polisportiva Adolescere, istituzione ormai trentennale impegnata soprattutto nel volley (185 atleti, 25 dirigenti, 10 allenatori) ma anche nel tennis e nell’equitazione. La Polisportiva Adolescere considera lo sport come elemento di aggregazione per imparare a crescere bene insieme;pur nello spirito agonistico, la priorità è pertanto formativa/educativa per tutti: giocatori, istruttori e dirigenti. Anche lo Scombussolato Team cerca di fare propri questi principi e considera l’orienteering non solo come attività agonistica finalizzata al raggiungimento di risultati sportivi, ma anche come momento di incontro e di relazione con gli altri; anche a questo scopo è stato istituito il Club del Punzone, che ha sede all’interno del Centro Adolescere, aperto tutti i sabati permette anche ai curiosi di conoscerci e chiarirsi le idee su cosa sia l’orienteering; anche attraverso questi semplici momenti di incontro e aggregazione passa la crescita delle persone. Nonostante l’istituzione di una squadra agonistica sia un fatto recentissimo, sono anni che l’orienteering viene insegnato e praticato nelle strutture della Fondazione Adolescere. La Provincia di Pavia investe da tempo in questo sport, grazie ai suoi contributi possiamo contare su impianti cartografici estesi e aggiornati; la promozione dei Giochi Sportivi Studenteschi, che anche quest’anno si terranno a Pietragavina; il lancio di gare ufficiali come le prove del Trofeo Lombardia disputate sulla carta di Villa Penicina. Lo Scombussolato Team è l’unica società a livello provinciale impegnata in questo sport.


16 settembre 2008

RADUNO ESTIVO CRL SAN BERNARDINO (CH)




Dal 19 al 24 tre impavidi scombussolati (I super fratelli Bellanzon, Camilla e Giacomo, e il nuovo asso dell’orienteering Dabal Pedamonti) con il supporto di Fabio Cattaneo, si sono recati nella vicina Svizzera, più precisamente a S.Bernardino, per gli allenamenti tenuti dalla FISO Lombardia, per sorprendere tutti con le loro doti innate di orientisti. Arrivati al rifugio “capanna Genziana” gli Scombussolati si sono impossessati delle loro camere, tutti tranne una: Camilla che ha sudato le cosiddette sette camicie per appropriarsi di una stanza in quanto sprovvista di compagna di camera (che doveva essere Carolina, che ha preferito lo studio alla dolce compagnia della Principessa), rimpiazzata quasi prontamente con la piccola Elisa, mentre Giacomo e Dabal hanno trovato posto in un ristretto accampamento indiano con cinque brande e riempito successivamente con membri di tribù diverse. I coraggiosi atleti hanno sopportato gli spossanti allenamenti proposti il mattino e il pomeriggio, svoltisi nelle numerose cartine dei dintorni, che spaziano dalle zone paludose con tanta acqua, alle zone paludose con poca acqua. Gli Scombussolati conquistano anche i 2066 m, raggiungendo passo s.Bernardino, una nebbiosa mattina, riuscendo a non contrarre principi e principesse di congelamento. Si recano, inoltre, a Flims per un allenamento full-day, dove Dabal sorprende (come sempre) chiunque nel raggio di 50km, completando il percorso più lungo e complicato e, terminatolo, rifacendolo al contrario in tempi record! Accampatisi in un luogo ameno, quale un parco giochi, passano la pausa pranzo a ricorrersi, intenti ad una guerra a colpi di acqua, ma anche, da parte di qualcuno, di aranciata. La squadra , il venerdì pomeriggio (giornata libera) si munisce di un paio di gambe e scende fino al paese per rifornirsi di cioccolato svizzero, che si può dire abbia un certo fascino, e successivamente Camilla e Dabal, i più atletici, raggiungono il gruppo in piscina per una nuotata in tutta tranquillità: la prima si difendeva da assalti improvvisi di sottomarini mutanti, mentre il secondo si dibatteva come un’anguilla dietro una palla. Gli Scombussolati, inoltre, si sono destreggiati magnificamente anche nei giochi a squadre che avevano luogo la sera (Camilla e Fabio nelle Coscette Di Pollo, Giacomo nei Cormelone, mentre Dabal nei No Name diventati poi No Time, poiché non eccezionali nei giochi a tempo). Gara spettacolo il LABIRINTH-O, gara orientistica di proporzioni mignon, che si svolgeva in un labirnto costituito da paletti e fettucce. Ma ciò che più conta e che gli Scombussolati hanno diffuso il gioco a dadi Mentidores, diventato passatempo preferito nelle fredde serate nel rifugio. Ringraziamo infine Fabio Cattaneo per averci sopportato e scarrozzato fino ai confini del mondo, ma anche per averci fatto gustare il nettare degli dei, l’ambrosia dei nostri giorni: la Rivella!

In via del tutto eccezionale, Kamy-Kaze

4 commenti:

Anonimo ha detto...

brava Cammilla...ahhh....ahhh

Anonimo ha detto...

PACE E ARMONIA

kami-kaze ha detto...

Modestamente...

kami-kaze ha detto...

Lascio un commento interessante; qualcosa che riguarda qualcuno conosciuto sul campo orientistico:

La regola medioevale “non sputare nel catino quando ti lavi le mani” diventa nel 1530, al tempo del de civitate morum puerilium di Erasmo:”Sputa girandoti da una parte per non bagnare o insudiciare qualcuno… è incivile ingoiare la saliva”. Nel 1714, troviamo in un manuale francese l’eccellente consiglio: non sputate così lontano da dover andare a caccia della vostra saliva per metterci un piede sopra. Naturalmente, un uomo moderno dovrebbe aspettarsi che qualcuno prima o poi dica esplicitamente:”Smettetela di sputare! Cos’è questa mania di sputare?”, ma questo accadrà solo molto tempo dopo. Per centinaia di anni si è detto alla gente che la saliva(e stranamente non il catarro) era meglio espellerla che ingoiarla, e che mettere il piede sul proprio sputo era segno di signorilità e di modi molto raffinati. Che sollievo quando nel 1774 finalmente si raccomanda al vero gentiluomo di non sputare sulle pareti o sui mobili. Solo nel 1859, tuttavia, un libro intitolato Gli usi della buona società affronta l’intera questione in chiave moderna”quella di sputare è un’usanza disgustosa in ogni circostanza… oltre a essere un’usanza volgare e orribile, è anche molto nociva alla salute”.

Citazione da I MALEDUCATI contro la cafoneria della vita quotidiana

COS'E' L'ORIENTEERING?

L'orienteerig è uno sport per tutte le età, ma anche un'attività ricreativa nella natura. L'orientamento si pratica di corsa e con la mountain-bike in estate, con gli sci da fondo d'inverno. Scopo di ogni orientista è quello di individuare la "via" più rapida, in funzione alle proprie capacità tecnico-atletiche, al fine di raggiungere i punti di controllo denominati "lanterne", predisposti sul terreno dal tracciatore di gara. Strumenti dell'orientista sono: una carta topografica, speciale e molto dettagliata ed una bussola. Sulla cartina vi è riportata l'esatta ubicazione dei posti di controllo tramite una serie di cerchietti rossi al cui centro corrisponde, nella realtà, la collocazione della lanterna. Ogni lanterna è dotata di "punzonatrice" con la quale, tramite apposita foratura su "cartellino", il concorrente può dimostrare all'arrivo il regolare passaggio dal punto.

PERCHE' ORIENTEERING?

E' uno sport che piace ai ragazzi, piace forse perchè si entra a contatto con la natura, con l'atmosfera misteriosa dei boschi, con l'energie delle distese erbose, con la scoperta di sentieri inesplorati. Piace perchè si può giocare in gruppo ma anche da soli, piace perchè c'è il gusto dell'avventura e del rischio unito alla certezza della strada giusta, rivelata dal percorso segnato sulla cartina topografica o, come spesso accade, dai compagni. L'orienteering è strumento di interazione ma anche di presa di contatto con il mondo dei ragazzi, delle loro paure e delle loro risorse. Con l'orienteering cerchiamo di collegare la gratificazione (dovuta alla riuscita, alla sfida con se stessi e all'andare autonomamente nei boschi) con la scoperta di abilità e competenze (risultante dall'esperienza diretta sul campo e dalla riflessione continua).
Fare orienteering con i compagni o con gli amici vuol dire incontrarli, cioè scoprire quanto possiedono di unico e singolare, scoprire le risorse di tutti e condividerle, arrivare alla sconfitta delle proprie paure legate al giudizio degli altri.

FONDAZIONE ADOLESCERE

Adolescere nasce nel 1869 come Orfanotrofio di Voghera su decisione della Cassa di Risparmio. Nel 1986 diventa Centro Sociale. Nel maggio del 2000 assume la connotazione di Centro Provinciale, cioè l'ente che, mantenendo la continuità storica (Centro), agisce di concerto con gli Enti Locali e con la Provincia di Pavia. Dal 1° gennaio 2004 Adolescere è Fondazione senza scopo di lucro con D.g.r. n.//14628 del 17 ottobre 2003, con l'impegno di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi "con" e "per" gli adolescenti e gli adulti.

I principi fondanti
La filosofia e la cultura della Fondazione Adolescere si basano sui principi della solidarietà (che è apprendimento della speranza e partecipazione e impegno alla propria realtà), della laicità (perché è uno stile, un metodo personale ai valori dell'autonomia, del pluralismo e del dialogo) e della valorizzazione della professionalità relazionale.

La nostra Mission
Adolescere interviene con servizi e progetti che comprendono le aree di intervento :
area sociale ed educativa per il diritto all'educazione, alla salute, alla socializzazione ed alla tutela dei minori;
area della formazione professionale e della formazione continua;
area dell'orientamento per il sostegno all'inserimento lavorativo;
area dell'aggiornamento del personale della scuola per la ricerca e l'innovazione;
area terapeutico - riabilitativa per la tutela della salute mentale dei disabili.

Adolescere è Fondazione di Comunità (Community Foundation) profondamente radicata nella storia del territorio.
Opera al servizio della popolazione e delle istituzioni locali attraverso il proprio capitale intellettuale, strutturale e relazionale.
Il coinvolgimento del territorio crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse (denaro, tempo, capacità e tecniche progettuali) ad Adolescere che ne garantisce il riutilizzo nell'ambito della stessa collettività.

Adolescere è Fondazione di Gestione in quanto finalizzata al raggiungimento diretto di scopi sociali, educativi, culturali e formativi attraverso accoglienti strutture e sperimentati processi organizzativi.