
A beneficio di tutti, pubblico il resoconto che mi ha spedito Francesco sulla sua gara. A me è piaciuto molto, sono sicuro sarà lo stesso per voi.
Ferro
Gara tipica delle mezze stagioni lombarde, Parco del Ticino con boschi anche abbastanza "sporchi", strane forme di terreno (trincee, buche ripetute, depressioni con forma anomale) e ripidi costoni.
Tutto sommato mi sentivo abbastanza allenato e non ho fatto grossi errori anche se la classifica sembra non premiare molto: 9° su tredici. Ma i distacchi dai primi diminuiscono e se non fosse stato per il marziano Oleg calato dalla Russia, avrei preso 71 punti, un record.
La gara
Come al solito inizio abbastanza piano, forse troppo.
Dopo la prima, faccio abbastanza bene anche la 2: sentiero del gasdotto fino al cambio di vegetazione, poi l'altro sentiero ed entro dentro dopo il verde, vedo il leggero avvallamento sulla destra e vado a punto.
Verso la 3 piego troppo a destra a causa dei rovi, quando arrivo al sentiero non capisco se sono a destra o sinistra dell'incrocio, poi vedo la trincea ad L e proseguo sicuro.
4 e 5 azimut preciso.
Poi ho un attimo di confusione e penso di dover andare sul cerchietto che in effetti è la 3: a metà strada mi fermo, capisco lo sbaglio e rifletto su come fare la lunga traversata.
Preferisco andare sul sicuro, ritorno sul sentiero del gasdotto, prati e mi districo in una scacchiera di sentieri evitando i bambini vocianti; arrivo sotto il costone, secondo sentiero a destra appena accennato e vado su. Cerco il muro di terra, ma al suo posto trovo un sentiero che piega ad angolo retto, tanto meglio; poi margine di vegetazione e in fondo alla canaletta.
Per la 7 scelta di prudenza lungo i sentieri: in effetti si poteva anche tagliare
Anche verso la 8 tutto sentiero e qui andava bene in quanto l'alternativa era molto più movimentata: inutile l'ultimo pezzettino lunga la linea elettrica, era meglio entrare subito nel bosco.
Dopo la 9 senza problema, la 10 fatta quasi in azimut: il sentiero che aggirava le due collinette scendeva e risaliva per cui tante valeva salire in cima e risparmiare qualche metro.
Nella successiva mi rendo conto di avere ancora fiato e quindo spingo, come testimonia il verde sul mio percorso a tal punto però che sbaglio un incrocio, solo per pochi metri per fortuna. Arrivato alla fine del sentierino con piccola curva e leggero cocuzzolo sulla sinistra mi preparo a entrare nel nulla con cincospezione quando vedo subito la lanterna là in fondo bella visibile in una specie di tunnel vegetale: troppa grazia, tracciatore.
Ancora un bella corsa verso la 12 seguendo i sentieri anche se forse l'ultimo si poteva evitare.
Arrivo alla fine con la sensazione che in qualche punto avrei potuto spingere un po' di più: è la prima volta che mi succede, si vede che l'allenamento comincia a fare il suo effetto!
Francesco