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LA NOSTRA STORIA

Lo Scombussolato Team nasce ufficialmente nel gennaio 2007 come sezione orienteering della Polisportiva Adolescere, istituzione ormai trentennale impegnata soprattutto nel volley (185 atleti, 25 dirigenti, 10 allenatori) ma anche nel tennis e nell’equitazione. La Polisportiva Adolescere considera lo sport come elemento di aggregazione per imparare a crescere bene insieme;pur nello spirito agonistico, la priorità è pertanto formativa/educativa per tutti: giocatori, istruttori e dirigenti. Anche lo Scombussolato Team cerca di fare propri questi principi e considera l’orienteering non solo come attività agonistica finalizzata al raggiungimento di risultati sportivi, ma anche come momento di incontro e di relazione con gli altri; anche a questo scopo è stato istituito il Club del Punzone, che ha sede all’interno del Centro Adolescere, aperto tutti i sabati permette anche ai curiosi di conoscerci e chiarirsi le idee su cosa sia l’orienteering; anche attraverso questi semplici momenti di incontro e aggregazione passa la crescita delle persone. Nonostante l’istituzione di una squadra agonistica sia un fatto recentissimo, sono anni che l’orienteering viene insegnato e praticato nelle strutture della Fondazione Adolescere. La Provincia di Pavia investe da tempo in questo sport, grazie ai suoi contributi possiamo contare su impianti cartografici estesi e aggiornati; la promozione dei Giochi Sportivi Studenteschi, che anche quest’anno si terranno a Pietragavina; il lancio di gare ufficiali come le prove del Trofeo Lombardia disputate sulla carta di Villa Penicina. Lo Scombussolato Team è l’unica società a livello provinciale impegnata in questo sport.


21 novembre 2010

VENEZIA - MOV 2010


Ogni periodo dell’anno ha le sue caratteristiche immutabili. A novembre arrivano i primi freddi “veri”, cadono le ultime foglie dagli alberi e, per noi orientisti, terminano le gare nei boschi. L’ultimo evento di spessore del panorama italiano è come sempre il Meeting Internazionale di Venezia, gara da me molto amata (terza partecipazione in quattro anni di agonismo) in grado di offrire sempre emozioni uniche. Quest’anno, tra impegni lavorativi e di studio, sono l’unico Scombussolato al via. Gli allenamenti nelle gambe si riducono alle gare autunnali nei boschi e quindi decido di fare un tranquillo percorso MB. Tempo perfetto, nuvoloso con qualche sprazzo di sereno e temperatura al di sopra dei 10 gradi. Cartina alla mano il percorso è di 7150 metri, 850 in più rispetto all’anno scorso. Parto presto, tra i primi, e sfrutto questo fatto per superare il ponte di Rialto senza dover troppo sgomitare tra i turisti. Dopo il primo punto, un lungo trasferimento che compio senza particolari difficoltà, entro nella vera novità di gara di quest’anno: una parte del percorso si snoda in una farfalla con due ali. Facile farsi distrarre dagli inattesi incroci di linee e perdere secondi preziosi; invece resto concentrato e non commetto importanti errori. La mia concentrazione in realtà vacilla proprio a metà della seconda farfalla quando capita uno di quegli inconvenienti che solo a Venezia possono succedere. Un piccione con evidenti problemi gastroenterologici decide che la mia cartina è il posto migliore dove liberare la parte peggiore di sé (dalla foto si può ancora notare ciò che non è stato possibile pulire). Maledico le 15 generazioni precedenti e successive della sua stirpe e proseguo, quanto meno nessuna tratta di gara risulta illeggibile. Raggiungo la 10 e mi trovo davanti alla scelta più importante di gara: tornare da Rialto o passare dall’Accademia? Probabilmente Rialto era la strada più breve ma io preferisco la strada meno battuta e passo da sud. Faccio i punti attorno a San Marco senza imprecisioni, risalgo verso Cannareggio, altri due punti e ultimo trasferimento per arrivare in zona arrivo. Negli ultimi due-tre punti la stanchezza si fa sentire e sento la concentrazione venire meno, rallento forse un po’ nelle decisioni di percorso ma riesco ad arrivare al traguardo (con mio caratteristico sprint finale alla morte) senza perdere grosso terreno. Alla fine ho corso benino tutta la gara, mi sono reso conto di recuperare grazie a rapide scelte di percorso atleti che avevano molto più fiato di me e complessivamente non commetto più di un paio di minuti di errori in tutta la gara. La classifica dice 78°, prima metà della classifica generale, davvero soddisfacente.

Sulla gara in generale: Venezia è spettacolare, correre sul ponte di Rialto è una delle più belle sensazioni che si possono provare. Atleti che vengono da tutto il mondo. Insomma una esperienza da provare, soprattutto per chi non l’ha mai fatta. Per quanto mi riguarda spero di arrivare l’anno prossimo ben più allenato e di scalare un po’ la classifica.

Paolo

08 novembre 2010

PRADACCI - CAMPIONATO REGIONALE SPRINT

Ciao a tutti, per la cronaca della gara di Pradacci, valida come Campionato Lombardo Sprint, riporto la cronaca del nostro inviato-atleta Paolo. Buona lettura!


Nell’insolita veste del sabato pomeriggio si parte per Tradate, zone già ampiamente note, per il recupero del Campionato Lombardo Sprint, non disputato questa primavera. Al via della corsa ci presentiamo in quattro: io, RB, Fabio e la new entry Elisa (che ci auguriamo di rivedere in altre gare). La zona di gara è molto veloce: tanti prati e campi, alcune macchie di bosco, per lo più ben percorribile, qualche striscia di verde tre e un ampio letto di un torrente in secca che divide in due la carta. Il risultato migliore della giornata lo porta a casa RB in M35: in macchina mi dice di sentirsi bene di gambe e sereno di testa, sa che questa è la distanza dove riesce meglio ed è curioso di vedere cosa può ottenere. Ottiene un fantastico secondo posto, vice-campione lombardo M35 a soli 37” da Marco Colombo, lasciando nettamente staccati tutti gli altri. Applausi a scena aperta per lui. In MA ci presentiamo al via io e Fabio. Il nostro elite fa una gara eccellente, le gambe girano che è una meraviglia, arriva sempre preciso sui punti, mi raggiunge poco dopo la metà gara (era partito 10’ dopo di me) e la mia prima impressione è stata che non fosse un segno che io stavo facendo malissimo quando che lui stava andando alla grande; classifiche alla mano a fine gara non mi ero sbagliato. Il cronometro dice 4° a un minuto e mezzo dal nuovo Campione Regionale Mario Ruggiero e a soli 50” dal podio, lasciandosi alle spalle più di un mostro sacro dell’orienteering lombardo e dintorni. Questo dimostra come allenarsi seriamente e con voglia come lui sta facendo da tempo possa portare a grandi risultati, un esempio per tutti noi. La mia gara è stata più complessa, già sapevo dalle griglie di partenza che mi trovavo contro tutti avversari fortissimi rispetto ai quali dal punto di vista atletico avrei pagato un pesante dazio. Chiudo penultimo, lasciando qualche minuto per strada principalmente in un paio di punti per la troppa foga, forse avrei potuto salire un paio di posizioni ma poco male, il mio personale bilancio finale è positivo. Infine chiudiamo con Elisa, brillante dottoressa che oggi ha dimostrato di sapersela cavare bene anche nelle gare di orientamento. Prima volta assoluta per lei con in mano una carta di gara, spiegazione durante il viaggio delle nozioni base e subito al via in Esordienti. Complessivamente una buona prova: trova tutti i punti senza particolari difficoltà, corre più di quanto pensava di poter fare, fa amicizia con pecore e pastori, insomma un buon inizio in questo mondo! Speriamo sia la prima di numerose gare!


P.S. una menzione d’onore per la gentile signora che, nonostante i beceri interlocutori, ci da precisissime indicazioni su come raggiungere il ritrovo, un vero esempio di come orientarsi!


La parte di gare lombarde nei boschi si è conclusa, settimana prossima sarò unico portabandiera dello Scombussolato Team a Venezia, fra due settimane si chiude i battenti a Cantù con l’ultimo Centri Storici Lombardi e la Festa del Lanternino, non mancate!


Paolo

28 ottobre 2010

GOLASECCA - 4° TL


A beneficio di tutti, pubblico il resoconto che mi ha spedito Francesco sulla sua gara. A me è piaciuto molto, sono sicuro sarà lo stesso per voi.

Ferro


Gara tipica delle mezze stagioni lombarde, Parco del Ticino con boschi anche abbastanza "sporchi", strane forme di terreno (trincee, buche ripetute, depressioni con forma anomale) e ripidi costoni.
Tutto sommato mi sentivo abbastanza allenato e non ho fatto grossi errori anche se la classifica sembra non premiare molto: 9° su tredici. Ma i distacchi dai primi diminuiscono e se non fosse stato per il marziano Oleg calato dalla Russia, avrei preso 71 punti, un record.

La gara
Come al solito inizio abbastanza piano, forse troppo.
Dopo la prima, faccio abbastanza bene anche la 2: sentiero del gasdotto fino al cambio di vegetazione, poi l'altro sentiero ed entro dentro dopo il verde, vedo il leggero avvallamento sulla destra e vado a punto.
Verso la 3 piego troppo a destra a causa dei rovi, quando arrivo al sentiero non capisco se sono a destra o sinistra dell'incrocio, poi vedo la trincea ad L e proseguo sicuro.
4 e 5 azimut preciso.
Poi ho un attimo di confusione e penso di dover andare sul cerchietto che in effetti è la 3: a metà strada mi fermo, capisco lo sbaglio e rifletto su come fare la lunga traversata.
Preferisco andare sul sicuro, ritorno sul sentiero del gasdotto, prati e mi districo in una scacchiera di sentieri evitando i bambini vocianti; arrivo sotto il costone, secondo sentiero a destra appena accennato e vado su. Cerco il muro di terra, ma al suo posto trovo un sentiero che piega ad angolo retto, tanto meglio; poi margine di vegetazione e in fondo alla canaletta.
Per la 7 scelta di prudenza lungo i sentieri: in effetti si poteva anche tagliare
Anche verso la 8 tutto sentiero e qui andava bene in quanto l'alternativa era molto più movimentata: inutile l'ultimo pezzettino lunga la linea elettrica, era meglio entrare subito nel bosco.
Dopo la 9 senza problema, la 10 fatta quasi in azimut: il sentiero che aggirava le due collinette scendeva e risaliva per cui tante valeva salire in cima e risparmiare qualche metro.
Nella successiva mi rendo conto di avere ancora fiato e quindo spingo, come testimonia il verde sul mio percorso a tal punto però che sbaglio un incrocio, solo per pochi metri per fortuna. Arrivato alla fine del sentierino con piccola curva e leggero cocuzzolo sulla sinistra mi preparo a entrare nel nulla con cincospezione quando vedo subito la lanterna là in fondo bella visibile in una specie di tunnel vegetale: troppa grazia, tracciatore.
Ancora un bella corsa verso la 12 seguendo i sentieri anche se forse l'ultimo si poteva evitare.
Arrivo alla fine con la sensazione che in qualche punto avrei potuto spingere un po' di più: è la prima volta che mi succede, si vede che l'allenamento comincia a fare il suo effetto!

Francesco

23 settembre 2010

BOCCHETTO SESSERA - 3°TL

Ammetto che, prima di partire, c'era un pò di esitazione... Location scomoda, informazioni scarsine, caos parcheggi.... Invece ci sbagliavamo! Bocchetto Sessera si è rivelato un posto stupendo! Un panorama che non ha nulla di invidiare al Trentino e una cartina che ricordava molto quella dei recenti Campionati Italiani in Val dei Mocheni... Sembra che la nuova tendenza sia quella di mappare delle coste ripidissime; perme va bene, ma ho sentito alcuni orientisti lamentarsi un pò. Il terreno di gara, al contrario, era perfetto: la gara si è svolta quasi integralmente in un bosco bianchissimo, da favola.
Scopriamo direttamente al ritrovo che la gara sarà una middle, ma ci rendiamo subito conto che sarà il dislivello, non la lunghezza, a tagliarci le gambe: per arrivare in partenza c'è da salire una quarantina di curve di livello e sono segnalate pendenze severe da affrontare in gara.
Il mio tracciato (MAK) mi è piaciuto. Io non gareggiavo dal 25 aprile e ho apprezzato un tracciato dove le scelte non erano molte e i punti di riferimento abbastanza chiari; questa non è una critica al tracciatore, penso che in una carta così le scelte di percorso e quelle di tracciatura siano spesso forzate.
Lo Scombussolato Team si presenta al via con una formazione di veterani: i 2 vecchietti della M35, Francesco e RB; l'MA Fabio; la WA Camilla; la WC Carolina e i tre moschettieri dell'MAK, io, Jack e Paolo.
La gara "fisica" ha premiato soprattutto RB, che ottiene un notevole 4° posto sopravanzando alcuni nomi di altissimo livello del panorama nazionale e perdendo il podio per 50'' in favore dell'amico Grilli. Anche Francesco è autore di un'ottima prova che lo colloca al nono posto nella corta classifica della M35.
Fabio paga carissimi un paio di errori che in una gara così lo relegano in nona piazza dopo essere stato a lungo in zona podio; per lui anche la soddisfazione del best start della MA, con il miglior split nel 1°punto.
Camilla parte bene e nella prima parte di gara (la più scorrevole) ha il passo delle prime della classe, poi due tratte "spaccagambe" la frenano e la portano alla 5a posizione finale.
Carolina ottiene una buona 2a posizione nella WC ma torna a casa con un ginocchio dolorante; fortunatamente non è nulla di grave, ma pendenze simili possono giocare brutti scherzi.
E ora la MAK: Io ho ottenuto il piazzamento migliore, 5° a 3' dal podio, rimpiango soprattutto un errore al primo punto e una scelta pessima a metà gara, ma sono soddisfatto. Jack è 10° e rimpiange di aver fatto buona parte della gara assieme ad un altro orientista, di cui non riveleremo l'identità, che lo ha ripetutamente distratto con rumori molesti e assordanti. Paolo non ha trovato nelle prealpi piemontesi il suo terreno di caccia prediletto e purtroppo è in fondo alla classifica MAK, per lui non mancheranno le occasioni per rifarsi in questo finale di stagione.

Ferro

01 settembre 2010

SI RICOMINCIA!
















A Settembre si ricomincia con tutto: scuola, università, lavoro... ma anche gare, coppe e trofei (orientistici, ovviamente...)!

Durante quest'estate travagliata, qualche allenamento siamo riusciti a organizzarlo. In particolare abbiamo esplorato l'ampliamento della cartina dei boschi della Penicina, sfruttando la splendida sezione nord, quella vicina al Giardino Alpino di Pietracorva.
Ecco alcune immagini.

08 giugno 2010

GARA REGIONALE - VERNA

Come non poter andare ad una gara della "Matteotti DOC" dopo così tanto tempo? Già, la mia ultima volta è stato risale al 08/12/2008 al centro storico di Rivoli.
La località scelta dall'estroso Renato è Verna frazione di Cumiana, una zona lontana dal mondo (forse troppo) vicina ai laghi di Avigliana (altra sua cartina). A differenza dagli altri posti scelti dal cartografo più prolifico del Piemonte, la carta risulta veramente tecnica e ricca di particolari, infatti si è scelto di utilizzare una logica e tecnica di cartografare di tipo "svedese" cioè segnare quello che si vede maggiormente durante la corsa e tralasciare i micro particolari (soprattutto roccette) per facilitare maggiormente la lettura della carta.
I tracciati di questa prova sono stati veramente fisici e tecnici (la MA era una 4100 con bel 270 di dislivello!), dove non perdere il contatto con il terreno risultava in diverse zone veramente importante.
Durante la mia gara commetto solo 2 macro errori andando prima lungo in uno dei primi punti e poi sbagliando verso metà gara un gruppetto di sassi su un pendio perdendo alcuni minuti preziosi, purtroppo la mia condizione fisica non è ancora al massimo e soprattutto si fa sentire nelle salite (ci dovrò lavorare veramente molto in questi mesi estivi), mentre la condizione mentale/fisica sembra abbastanza buona.
Alla fine i risultati dicono che sono 2° (1h11min) tra i 2 Gianluca della AAA Genova 1° Di Stefano (1h4min), 3° Carbone (1h14min), peccato per il mio amico Gallo che incappa in una giornata sbagliata (poi di dirà che la gara l'ha presa come un allenamento nel bosco) e di mia mamma che per la prima volta nella sua cariera agonistica si ritira a causa di una caduta nella seconda parte del tracciato (per la cronaca la vittoria nella categoria femminile è andata alla podista/orientista Manuela Andreone della Matteotti DOC).

Ciao


Fabio

COS'E' L'ORIENTEERING?

L'orienteerig è uno sport per tutte le età, ma anche un'attività ricreativa nella natura. L'orientamento si pratica di corsa e con la mountain-bike in estate, con gli sci da fondo d'inverno. Scopo di ogni orientista è quello di individuare la "via" più rapida, in funzione alle proprie capacità tecnico-atletiche, al fine di raggiungere i punti di controllo denominati "lanterne", predisposti sul terreno dal tracciatore di gara. Strumenti dell'orientista sono: una carta topografica, speciale e molto dettagliata ed una bussola. Sulla cartina vi è riportata l'esatta ubicazione dei posti di controllo tramite una serie di cerchietti rossi al cui centro corrisponde, nella realtà, la collocazione della lanterna. Ogni lanterna è dotata di "punzonatrice" con la quale, tramite apposita foratura su "cartellino", il concorrente può dimostrare all'arrivo il regolare passaggio dal punto.

PERCHE' ORIENTEERING?

E' uno sport che piace ai ragazzi, piace forse perchè si entra a contatto con la natura, con l'atmosfera misteriosa dei boschi, con l'energie delle distese erbose, con la scoperta di sentieri inesplorati. Piace perchè si può giocare in gruppo ma anche da soli, piace perchè c'è il gusto dell'avventura e del rischio unito alla certezza della strada giusta, rivelata dal percorso segnato sulla cartina topografica o, come spesso accade, dai compagni. L'orienteering è strumento di interazione ma anche di presa di contatto con il mondo dei ragazzi, delle loro paure e delle loro risorse. Con l'orienteering cerchiamo di collegare la gratificazione (dovuta alla riuscita, alla sfida con se stessi e all'andare autonomamente nei boschi) con la scoperta di abilità e competenze (risultante dall'esperienza diretta sul campo e dalla riflessione continua).
Fare orienteering con i compagni o con gli amici vuol dire incontrarli, cioè scoprire quanto possiedono di unico e singolare, scoprire le risorse di tutti e condividerle, arrivare alla sconfitta delle proprie paure legate al giudizio degli altri.

FONDAZIONE ADOLESCERE

Adolescere nasce nel 1869 come Orfanotrofio di Voghera su decisione della Cassa di Risparmio. Nel 1986 diventa Centro Sociale. Nel maggio del 2000 assume la connotazione di Centro Provinciale, cioè l'ente che, mantenendo la continuità storica (Centro), agisce di concerto con gli Enti Locali e con la Provincia di Pavia. Dal 1° gennaio 2004 Adolescere è Fondazione senza scopo di lucro con D.g.r. n.//14628 del 17 ottobre 2003, con l'impegno di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi "con" e "per" gli adolescenti e gli adulti.

I principi fondanti
La filosofia e la cultura della Fondazione Adolescere si basano sui principi della solidarietà (che è apprendimento della speranza e partecipazione e impegno alla propria realtà), della laicità (perché è uno stile, un metodo personale ai valori dell'autonomia, del pluralismo e del dialogo) e della valorizzazione della professionalità relazionale.

La nostra Mission
Adolescere interviene con servizi e progetti che comprendono le aree di intervento :
area sociale ed educativa per il diritto all'educazione, alla salute, alla socializzazione ed alla tutela dei minori;
area della formazione professionale e della formazione continua;
area dell'orientamento per il sostegno all'inserimento lavorativo;
area dell'aggiornamento del personale della scuola per la ricerca e l'innovazione;
area terapeutico - riabilitativa per la tutela della salute mentale dei disabili.

Adolescere è Fondazione di Comunità (Community Foundation) profondamente radicata nella storia del territorio.
Opera al servizio della popolazione e delle istituzioni locali attraverso il proprio capitale intellettuale, strutturale e relazionale.
Il coinvolgimento del territorio crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse (denaro, tempo, capacità e tecniche progettuali) ad Adolescere che ne garantisce il riutilizzo nell'ambito della stessa collettività.

Adolescere è Fondazione di Gestione in quanto finalizzata al raggiungimento diretto di scopi sociali, educativi, culturali e formativi attraverso accoglienti strutture e sperimentati processi organizzativi.