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LA NOSTRA STORIA

Lo Scombussolato Team nasce ufficialmente nel gennaio 2007 come sezione orienteering della Polisportiva Adolescere, istituzione ormai trentennale impegnata soprattutto nel volley (185 atleti, 25 dirigenti, 10 allenatori) ma anche nel tennis e nell’equitazione. La Polisportiva Adolescere considera lo sport come elemento di aggregazione per imparare a crescere bene insieme;pur nello spirito agonistico, la priorità è pertanto formativa/educativa per tutti: giocatori, istruttori e dirigenti. Anche lo Scombussolato Team cerca di fare propri questi principi e considera l’orienteering non solo come attività agonistica finalizzata al raggiungimento di risultati sportivi, ma anche come momento di incontro e di relazione con gli altri; anche a questo scopo è stato istituito il Club del Punzone, che ha sede all’interno del Centro Adolescere, aperto tutti i sabati permette anche ai curiosi di conoscerci e chiarirsi le idee su cosa sia l’orienteering; anche attraverso questi semplici momenti di incontro e aggregazione passa la crescita delle persone. Nonostante l’istituzione di una squadra agonistica sia un fatto recentissimo, sono anni che l’orienteering viene insegnato e praticato nelle strutture della Fondazione Adolescere. La Provincia di Pavia investe da tempo in questo sport, grazie ai suoi contributi possiamo contare su impianti cartografici estesi e aggiornati; la promozione dei Giochi Sportivi Studenteschi, che anche quest’anno si terranno a Pietragavina; il lancio di gare ufficiali come le prove del Trofeo Lombardia disputate sulla carta di Villa Penicina. Lo Scombussolato Team è l’unica società a livello provinciale impegnata in questo sport.


26 ottobre 2009

QUANTO SI POTEVA PERDERE LO ABBIAMO PERSO!

Triste tarsferta in casa novarese per gli scombussolati. Eppure tutto cominciava per il verso giusto: giornata splendida e calda, ora cambiata e sonno guadagnato, assenza del Ferro in auto per un soave e disteso viaggio in armonia ed amicizia, volumi di mp3, finestrini e molto altro che si "abbassano" al semplice comando. Ma bisogna anche correre. Al via siamo in 8: RB, Fabio, Cami, Dabal, Andrea, Matteo, Francesco e Leo. Il terreno di gara? Dislivelli concentrati in alcune zone, molti sentieri e poi rovi, rovi e ancora rovi. Poche le zone a buona percorrenza fuori sentiero. Cosa ci giochiamo oggi? RB è 4° in M35 a 4 punti dal 3° Oscar e a circa 10 dal 2° Magenes. Dietro molti altri pronti ad infilarsi nel podio con una buona prestazione. Dabal deve mantenere il 3° posto, di più non può fare avendo mancato 2 gare. Cami si gioca il trofeo: ha 38 punti di vantaggio da amministrare su Anthea comprendendo anche il suo scarto, il che vuol dire che può arrivare 2° anche di 15' circa. Il TINO non può perderlo in quanto è l'unica ad aver partecipato a tutte le gare.
Si parte. Dabal buona gara, tutta di corsa, niente dislivello, nessun errore ma Thomas e Davide sono più veloci di lui di pochi secondi: terzo. Andrea benino, sbaglia alla prima e pensa che il tutto è già finito ma poi una condotta regolare lo porta ad essere secondo davanti al buon Camillo. Matteo si ferma, la gambetta non regge i 10 Kmsf di oggi. Fabio, benino ma lunga lunga, comunque si difende. RB pascola nei rovi i 3 tratte e nonostante una parte centrale molto veloce porta a termine una gara che brucia tutte le sue possibilità di classifica. A pochi secondi da lui Francesco, insomma i 3 M35 oggi hanno toppato guardando la classifica. Leo purtroppo si ferma a circa metà gara. Camilla seconda a 25' da Anthea, addio TL.
Così si conclude questa giornata, così si conclude il TL e il TINO. Alti e bassi in questa giornata e in questa stagione che analizzeremo nel bilancio 2009. Ora testa e gambe sulle ultime 4 importanti gare: Casatenovo, Bassano, Trieste e Venezia.
Viaggio di ritorno? nonostante le nostre prestazioni allegro, molto allegro, tutti cantano, ballano, qualcuno dorme. La serenità e l'armonia regnano su tutto: sarà forse l'assenza del Ferro?

RB

25 ottobre 2009

ASPETTANDO IL TROFEO NAZIONALE CENTRI STORICI...

Sabato 17 ottobre 2009
Mancano 3 settimane ai due fine settimana che assegneranno i titoli nazionali dei centri storici. L'attesa cresce e penso anche un po' l'agitazione di chi sa di poter sperare in qualcosa di grande... Sperare e lottare non costa nulla, anzi no costa fatica, quella degli allenamenti e la nostra Cami ci sta mettendo gambe, fiato e cuore. Oggi uscita a Varzi per una simulazione di gara nel centro storico con la carta purtroppo in scala 1:2500 ma veramente bella e interessante: Varzi lo sappiamo è splendida e zeppa di portici, cantine, scalette, vicoletti. 15' di riscaldamento e di pressione psicologica ("corri bene", "mi aspetto questi tempi", "memorizza le tratte", "mantieni la concentrazione"). Non ci sono lanterne (questo sicuramente aumenta gli errori), io ho la funzione di "ombra" per il controllo delle "punzonature". Percorso in linea di 21 punti, circa 4 Kmsf. Solito pasticcio iniziale, Cami fatica ad entrare in carta e in concentrazione, la pressione iniziale a dato i suoi frutti...quelli bacati che fanno riflettere. Errore alla n°1, errorini fino alla n°9 ma poi via fluida e veloce. L'ho vista correre e attaccare con grinta e testa, direi ad un'ootima velocità di marcia. Ho valutato il percorso effettivo, compresi gli errori: 5 Km. Tempo 33', quindi 6' 36'' al Km. Bene ma molto ancora su cui lavorare. Prossima tappa: Voghera.

RB

18 ottobre 2009

LUTTO ALLA GARA CITTADINA DI GENOVA

Purtroppo la giornata di oggi si è conclusa con la morte di un orientista.

Un signore di Genova di circa 50 anni (che partecipa ogni anno alla gara della sua città) ha avuto un infarto proprio tra l'ultimo punto e la 100, ma visto che ha sbagliato strada è svenuto in una zona dove non passavano alteti.

Tutto lo Scombussolato Team si stringe attorno alla sua famiglia e ai suoi parenti.

PAVONE CANAVESE-TROFEO PIEMONTE




Domenica 11 ottobre, mentre Dabal, Camilla e RB lottavano nei boschi svizzeri per tenere alto l'onore della Lombardia; nei boschi vicino a Ivrea altri 6 nostri atleti erano impegnati sulla nota cartina di Pavone, questo il racconto della loro giornata:
"bussole: caricate, striscione: caricato, borsa: caricata; OK, posso partire..." 10 metri dopo: "STOP! ho dimenticato la palla...". Il mio inizio di giornata non è stato molto diverso dalla gara del pomeriggio: la cartina di Pavone, infatti è decisamente ingannevole... sembra tranqilla tranquilla, 1:5000, metà in città; in apparenza semplicissima... con un unico difetto: (per quanto mi riguarda) praticamente ILLEGGIBILE! I sentieri "inghiottiti" in verdi scurissimi sono il difetto, secondo me, più evidente. Ma c'è chi l'ha apprezzata, come Fabio, 3° in MA (ci ha preso gusto!) a 7' dall'idolo di casa Samuele Curzio; o come Amedeo, che ha vinto con autorità la M16 (senza cadere, per la prima volta in carriera!), dimostrando una condizione atletica invidiabile. Nella stessa categoria Andrea ha concluso al 3° posto, rallentato da qualche errorino di troppo ma con una solida performance atletica (durante la gara ha anche assalito un "selvaggio" del bosco, sottomettendolo con il wing chun). Gli altri scombussolati presenti in gara hanno fatto... diciamo... meno bene. Io sono arrivato 9°, sbagliando tantissimo (es: "dopo la svedese, giro a destra, poi a sinistra" 3 minuti dopo "ma perchè sto salendo?! dove sono?! ma allora... alla svedese... mannaggia!"). Jack, che non gareggiava da un bel pezzo, ha portato a casa la decima posizione, con una gara regolare e con il ginocchio che non ha dato tanto fastidio. Paolo chiude la classifica della MA, con una gara particolarmente fallosa; purtroppo la cartina di Pavone mal si presta a un rientro, ma sono sicuro che il riscatto sarà immediato!
P.S. Viaggi velocissimi (zero traffico), comportamento in macchina impeccabile (al ritorno, i 3 dietro, dopo 10 minuti stavano già dormendo...); ma non sarà mica che, senza RB, si viaggia meglio?!

Ferro

14 ottobre 2009

ARGEALP 2009

10 e 11 ottobre 2009, due giorni che potrebbero raccontare o descrivere la vera essenza del nostro sport, il suo significato più profondo. Ma anche un confronto con alcune tra le rappresentative più importanti del mondo orientistico: trentini, svizzeri, tedeschi, austriaci.

Si parte sabato mattina alle 7.30 da Voghera, raggiungiamo il gruppo a Colico e via verso la Svizzera con una dolce sosta a Chiavenna in una nota pasticceria. Arriviamo in terra elvetica circa alle 12, il paesaggio lascia a bocca aperta: il passo, il Bernina e le altre cime, i laghi, l’autunno che colora gli alberi, i paesi ordinati, l’aria pulita e frizzante. Che spettacolo!

Ci attende la staffetta alle 13.30 a Chapella, circa 25 Km oltre St. Moritz. Organizzazione svizzera: parcheggio a 20 minuti dal ritrovo, nessuna scusa o lamentela, si cammina e si arriva al ritrovo dove ci sono 6 wc chimici e null’altro (a parte una stalla per varie ed eventuali…). L’essenziale che fa crescere: borsa pesante da trasportare, pioggia o freddo che sia, ognuno deve pensare a come risolversi i problemi perché è così che si cresce. Comincia a piovere, costruiamo il tunnel della Lombardia e ci cambiamo. Inizia la cerimonia di apertura: la prima sorpresa è vedere Camilla sfilare con Giulia come porta-bandiera della Lombardia. Poi la dimostrazione dei cambi e via si comincia. RB parte al lancio in H35, i suoi compagni Giorgio Gatti e il lungo Oscar. Dabal è secondo frazionista in H14 dopo Davide e prima di Thomas. Camilla terza frazionista in DE dopo Crippa e Negri…che onore. RB fa una grande gara in 39’, tenendo il ritmo dei migliori per 3-4 punti e poi continuando con regolarità: due piccoli errori gli portano via quel minutino scarso che poteva rappresentare il 6° posto nella prima frazione dopo i tempi dei “non umani” (32’-34’). Con i 52’ di Giorgio e i 47’ di Oscar finiamo verso il fondo della classifica ma a testa alta. Dabal porta a termine una buona gara in circa 21’, con una paio di piccoli errori e in linea con la prestazione di Davide in 19’al lancio. Sono 7° alla seconda frazione ma un errorone di Thomas che fa segnare un tempo di 27’ li fa scivolare verso il basso di qualche posizione. Camilla emozionata per la DE porta a termine una buonissima gara in 50’, meglio di Negri 52’ e a pochi minuti dai 42’ di Crippa. Per noi lombardi grande podio delle D14. La pioggia si infittisce, lasciamo lo splendido teatro di gara dai forti pendii e le accentuate forme del terreno e ci rechiamo in ostello (circa 30 Km). Bello, semplice, spartano e tutto nostro: 4 cameroni e poi bagni e docce in comune. Abbiamo poco tempo per organizzarci, lavarci, scaldarci, prepararci il letto, sistemare il materiale da gara: il ritrovo è alle 18.15 per la cena dell’Argealp a 45’ di strada. Un nuovo spettacolo ci aspetta: le nuvole si diradano e lasciano la visuale libera verso le cime completamente imbiancate dalla prima neve! La cena è in una palestra, circa 400 i coperti preparati, i giovani cuochi della scuola alberghiera della zona si occupano di preparare e servire un antipasto buono e ben curato, un tris di pasta e una piattata di dolci da crisi diabetica acuta. Il clima ai tavoli è allegro, si parla, si ride, si scherza e si vedono sfilare i podi del pomeriggio. Alle 22.30 si fa rientro verso l’ostello, stanchi, stanchissimi. La camera più rumorosa? Quella degli adulti accompagnatori! Una giornata come quella appena passata fa perdere la voglia di fare gli stupidi (vedi le gite scolastiche…). La sveglia è presto, la colazione ci aspetta alle 7.30. Tempo di sistemare le camere e i bagagli e alle 8.40 siamo già in partenza per la long: il termometro segna 4°C! Nuovo ritrovo svizzero: prato in pendenza, all’ombra, senza nessuna copertura. Per i più freddolosi ci si può cambiare nella vicina funivia, partenza a 25’. Anche qui non c’è nulla da scandalizzarsi o preoccuparsi, questo è il nostro sport fatto più di essenza che di fronzoli: 400 persone sono nelle stesse condizioni, dai 10 ai 70 anni, senza sconti per nessuno… o così o che si pettinino pure le bambole. Il terreno di gara è per il 70% impossibile da correre con zolle, buche, sassi e sassoni, forme molto accentuate e ripidi pendii…che spettacolo. Gara regolare di Dabal a 1’ da Thomas e davanti 2’ a Davide ma comunque a 12-13 minuti dai super H14. RB non si lamenta ma è nella metà bassa della classifica a 24’ dai trentini Cipriani & C. (Maddalena non lo considero nemmeno…). Camilla arriva a 12’ da Anthea, comunque discreta la sua prova. Podio in H18 per la Lombardia e qualche altro buon piazzamento. Tra una Rivella e un salamino salutiamo la spendida terra svizzera alle 14. La Lombardia si classifica 8°, in linea con le aspettative ma con la consapevolezza di aver dato la possibilità ai suoi meritevoli giovani di vivere un’esperienza unica.

Morale dei due giorni: l’orienteering è andare all’essenziale delle cose, ascoltare chi mi può consigliare o suggerire ma poi capire ciò che è fondamentale per me, perché poi sarò solo (e lo devo essere) a risolvermi i problemi. Un cammino educativo unico per i nostri ragazzi. L’orientamento è una grossa metafora della vita: ascolto i consigli, conosco gli strumenti, cerco di prepararmi ma ogni gara è una storia a se e dal bosco devo uscirne da solo. È uno spazio di libertà totale, dove mi posso confrontare, lontano dallo sguardo giudicante degli “altri”, con chi sono o voglio essere, con le mie paure, con il mio sapere, con i miei errori, con il desiderio di scelte azzardate o “diverse”, con la mia voglia di crescere. In questo cammino il ragazzo deve essere accompagnato con delicatezza, supportato ma non pressato: noi adulti dobbiamo renderci conto di questo, perché sono occasioni uniche…irripetibili.


RB




04 ottobre 2009

ASPETTANDO L'ARGEALP...


Siamo ad una settimana dalla grande ed impegnativa trasferta.
I nostri giovani scombussolati aspettano il grande giorno, con un occhio alle novità comincate dal buon Paolo Bocchiola: prima tra tutte la staffetta, cioè Camilla in DE e non in D18 in compagnia delle signore Crippa e Negri!
Purtroppo la nostra signorina è incappata in 8 giorni no, influenza spagnola o suina che sia ha dovuto, per cause di forza maggiore, dare uno stop agli allenamenti. Spero sarà pronta a riprenderli questa settimana. Il giovane Dabal sente la competizione e tra una partita di calcio e l'altra richiede allenamenti personalizzati: in allegato quello di oggi, direi simpatico e pesante, dove lui non ha deluso muovendosi con dimestichezza con le forme del terreno e l'azimut.
Sabato si parte e noi ci saremo.

RB

COS'E' L'ORIENTEERING?

L'orienteerig è uno sport per tutte le età, ma anche un'attività ricreativa nella natura. L'orientamento si pratica di corsa e con la mountain-bike in estate, con gli sci da fondo d'inverno. Scopo di ogni orientista è quello di individuare la "via" più rapida, in funzione alle proprie capacità tecnico-atletiche, al fine di raggiungere i punti di controllo denominati "lanterne", predisposti sul terreno dal tracciatore di gara. Strumenti dell'orientista sono: una carta topografica, speciale e molto dettagliata ed una bussola. Sulla cartina vi è riportata l'esatta ubicazione dei posti di controllo tramite una serie di cerchietti rossi al cui centro corrisponde, nella realtà, la collocazione della lanterna. Ogni lanterna è dotata di "punzonatrice" con la quale, tramite apposita foratura su "cartellino", il concorrente può dimostrare all'arrivo il regolare passaggio dal punto.

PERCHE' ORIENTEERING?

E' uno sport che piace ai ragazzi, piace forse perchè si entra a contatto con la natura, con l'atmosfera misteriosa dei boschi, con l'energie delle distese erbose, con la scoperta di sentieri inesplorati. Piace perchè si può giocare in gruppo ma anche da soli, piace perchè c'è il gusto dell'avventura e del rischio unito alla certezza della strada giusta, rivelata dal percorso segnato sulla cartina topografica o, come spesso accade, dai compagni. L'orienteering è strumento di interazione ma anche di presa di contatto con il mondo dei ragazzi, delle loro paure e delle loro risorse. Con l'orienteering cerchiamo di collegare la gratificazione (dovuta alla riuscita, alla sfida con se stessi e all'andare autonomamente nei boschi) con la scoperta di abilità e competenze (risultante dall'esperienza diretta sul campo e dalla riflessione continua).
Fare orienteering con i compagni o con gli amici vuol dire incontrarli, cioè scoprire quanto possiedono di unico e singolare, scoprire le risorse di tutti e condividerle, arrivare alla sconfitta delle proprie paure legate al giudizio degli altri.

FONDAZIONE ADOLESCERE

Adolescere nasce nel 1869 come Orfanotrofio di Voghera su decisione della Cassa di Risparmio. Nel 1986 diventa Centro Sociale. Nel maggio del 2000 assume la connotazione di Centro Provinciale, cioè l'ente che, mantenendo la continuità storica (Centro), agisce di concerto con gli Enti Locali e con la Provincia di Pavia. Dal 1° gennaio 2004 Adolescere è Fondazione senza scopo di lucro con D.g.r. n.//14628 del 17 ottobre 2003, con l'impegno di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi "con" e "per" gli adolescenti e gli adulti.

I principi fondanti
La filosofia e la cultura della Fondazione Adolescere si basano sui principi della solidarietà (che è apprendimento della speranza e partecipazione e impegno alla propria realtà), della laicità (perché è uno stile, un metodo personale ai valori dell'autonomia, del pluralismo e del dialogo) e della valorizzazione della professionalità relazionale.

La nostra Mission
Adolescere interviene con servizi e progetti che comprendono le aree di intervento :
area sociale ed educativa per il diritto all'educazione, alla salute, alla socializzazione ed alla tutela dei minori;
area della formazione professionale e della formazione continua;
area dell'orientamento per il sostegno all'inserimento lavorativo;
area dell'aggiornamento del personale della scuola per la ricerca e l'innovazione;
area terapeutico - riabilitativa per la tutela della salute mentale dei disabili.

Adolescere è Fondazione di Comunità (Community Foundation) profondamente radicata nella storia del territorio.
Opera al servizio della popolazione e delle istituzioni locali attraverso il proprio capitale intellettuale, strutturale e relazionale.
Il coinvolgimento del territorio crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse (denaro, tempo, capacità e tecniche progettuali) ad Adolescere che ne garantisce il riutilizzo nell'ambito della stessa collettività.

Adolescere è Fondazione di Gestione in quanto finalizzata al raggiungimento diretto di scopi sociali, educativi, culturali e formativi attraverso accoglienti strutture e sperimentati processi organizzativi.