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LA NOSTRA STORIA

Lo Scombussolato Team nasce ufficialmente nel gennaio 2007 come sezione orienteering della Polisportiva Adolescere, istituzione ormai trentennale impegnata soprattutto nel volley (185 atleti, 25 dirigenti, 10 allenatori) ma anche nel tennis e nell’equitazione. La Polisportiva Adolescere considera lo sport come elemento di aggregazione per imparare a crescere bene insieme;pur nello spirito agonistico, la priorità è pertanto formativa/educativa per tutti: giocatori, istruttori e dirigenti. Anche lo Scombussolato Team cerca di fare propri questi principi e considera l’orienteering non solo come attività agonistica finalizzata al raggiungimento di risultati sportivi, ma anche come momento di incontro e di relazione con gli altri; anche a questo scopo è stato istituito il Club del Punzone, che ha sede all’interno del Centro Adolescere, aperto tutti i sabati permette anche ai curiosi di conoscerci e chiarirsi le idee su cosa sia l’orienteering; anche attraverso questi semplici momenti di incontro e aggregazione passa la crescita delle persone. Nonostante l’istituzione di una squadra agonistica sia un fatto recentissimo, sono anni che l’orienteering viene insegnato e praticato nelle strutture della Fondazione Adolescere. La Provincia di Pavia investe da tempo in questo sport, grazie ai suoi contributi possiamo contare su impianti cartografici estesi e aggiornati; la promozione dei Giochi Sportivi Studenteschi, che anche quest’anno si terranno a Pietragavina; il lancio di gare ufficiali come le prove del Trofeo Lombardia disputate sulla carta di Villa Penicina. Lo Scombussolato Team è l’unica società a livello provinciale impegnata in questo sport.


14 ottobre 2009

ARGEALP 2009

10 e 11 ottobre 2009, due giorni che potrebbero raccontare o descrivere la vera essenza del nostro sport, il suo significato più profondo. Ma anche un confronto con alcune tra le rappresentative più importanti del mondo orientistico: trentini, svizzeri, tedeschi, austriaci.

Si parte sabato mattina alle 7.30 da Voghera, raggiungiamo il gruppo a Colico e via verso la Svizzera con una dolce sosta a Chiavenna in una nota pasticceria. Arriviamo in terra elvetica circa alle 12, il paesaggio lascia a bocca aperta: il passo, il Bernina e le altre cime, i laghi, l’autunno che colora gli alberi, i paesi ordinati, l’aria pulita e frizzante. Che spettacolo!

Ci attende la staffetta alle 13.30 a Chapella, circa 25 Km oltre St. Moritz. Organizzazione svizzera: parcheggio a 20 minuti dal ritrovo, nessuna scusa o lamentela, si cammina e si arriva al ritrovo dove ci sono 6 wc chimici e null’altro (a parte una stalla per varie ed eventuali…). L’essenziale che fa crescere: borsa pesante da trasportare, pioggia o freddo che sia, ognuno deve pensare a come risolversi i problemi perché è così che si cresce. Comincia a piovere, costruiamo il tunnel della Lombardia e ci cambiamo. Inizia la cerimonia di apertura: la prima sorpresa è vedere Camilla sfilare con Giulia come porta-bandiera della Lombardia. Poi la dimostrazione dei cambi e via si comincia. RB parte al lancio in H35, i suoi compagni Giorgio Gatti e il lungo Oscar. Dabal è secondo frazionista in H14 dopo Davide e prima di Thomas. Camilla terza frazionista in DE dopo Crippa e Negri…che onore. RB fa una grande gara in 39’, tenendo il ritmo dei migliori per 3-4 punti e poi continuando con regolarità: due piccoli errori gli portano via quel minutino scarso che poteva rappresentare il 6° posto nella prima frazione dopo i tempi dei “non umani” (32’-34’). Con i 52’ di Giorgio e i 47’ di Oscar finiamo verso il fondo della classifica ma a testa alta. Dabal porta a termine una buona gara in circa 21’, con una paio di piccoli errori e in linea con la prestazione di Davide in 19’al lancio. Sono 7° alla seconda frazione ma un errorone di Thomas che fa segnare un tempo di 27’ li fa scivolare verso il basso di qualche posizione. Camilla emozionata per la DE porta a termine una buonissima gara in 50’, meglio di Negri 52’ e a pochi minuti dai 42’ di Crippa. Per noi lombardi grande podio delle D14. La pioggia si infittisce, lasciamo lo splendido teatro di gara dai forti pendii e le accentuate forme del terreno e ci rechiamo in ostello (circa 30 Km). Bello, semplice, spartano e tutto nostro: 4 cameroni e poi bagni e docce in comune. Abbiamo poco tempo per organizzarci, lavarci, scaldarci, prepararci il letto, sistemare il materiale da gara: il ritrovo è alle 18.15 per la cena dell’Argealp a 45’ di strada. Un nuovo spettacolo ci aspetta: le nuvole si diradano e lasciano la visuale libera verso le cime completamente imbiancate dalla prima neve! La cena è in una palestra, circa 400 i coperti preparati, i giovani cuochi della scuola alberghiera della zona si occupano di preparare e servire un antipasto buono e ben curato, un tris di pasta e una piattata di dolci da crisi diabetica acuta. Il clima ai tavoli è allegro, si parla, si ride, si scherza e si vedono sfilare i podi del pomeriggio. Alle 22.30 si fa rientro verso l’ostello, stanchi, stanchissimi. La camera più rumorosa? Quella degli adulti accompagnatori! Una giornata come quella appena passata fa perdere la voglia di fare gli stupidi (vedi le gite scolastiche…). La sveglia è presto, la colazione ci aspetta alle 7.30. Tempo di sistemare le camere e i bagagli e alle 8.40 siamo già in partenza per la long: il termometro segna 4°C! Nuovo ritrovo svizzero: prato in pendenza, all’ombra, senza nessuna copertura. Per i più freddolosi ci si può cambiare nella vicina funivia, partenza a 25’. Anche qui non c’è nulla da scandalizzarsi o preoccuparsi, questo è il nostro sport fatto più di essenza che di fronzoli: 400 persone sono nelle stesse condizioni, dai 10 ai 70 anni, senza sconti per nessuno… o così o che si pettinino pure le bambole. Il terreno di gara è per il 70% impossibile da correre con zolle, buche, sassi e sassoni, forme molto accentuate e ripidi pendii…che spettacolo. Gara regolare di Dabal a 1’ da Thomas e davanti 2’ a Davide ma comunque a 12-13 minuti dai super H14. RB non si lamenta ma è nella metà bassa della classifica a 24’ dai trentini Cipriani & C. (Maddalena non lo considero nemmeno…). Camilla arriva a 12’ da Anthea, comunque discreta la sua prova. Podio in H18 per la Lombardia e qualche altro buon piazzamento. Tra una Rivella e un salamino salutiamo la spendida terra svizzera alle 14. La Lombardia si classifica 8°, in linea con le aspettative ma con la consapevolezza di aver dato la possibilità ai suoi meritevoli giovani di vivere un’esperienza unica.

Morale dei due giorni: l’orienteering è andare all’essenziale delle cose, ascoltare chi mi può consigliare o suggerire ma poi capire ciò che è fondamentale per me, perché poi sarò solo (e lo devo essere) a risolvermi i problemi. Un cammino educativo unico per i nostri ragazzi. L’orientamento è una grossa metafora della vita: ascolto i consigli, conosco gli strumenti, cerco di prepararmi ma ogni gara è una storia a se e dal bosco devo uscirne da solo. È uno spazio di libertà totale, dove mi posso confrontare, lontano dallo sguardo giudicante degli “altri”, con chi sono o voglio essere, con le mie paure, con il mio sapere, con i miei errori, con il desiderio di scelte azzardate o “diverse”, con la mia voglia di crescere. In questo cammino il ragazzo deve essere accompagnato con delicatezza, supportato ma non pressato: noi adulti dobbiamo renderci conto di questo, perché sono occasioni uniche…irripetibili.


RB




1 commento:

kami-kaze ha detto...

è stata davvero un'esperienza unica partecipare a questo evento internazionale. Anche se tutto era così semplice e spartano è stato tutto davvero magnifico, dai luoghi alle gare, dall'ostello ai dolci del sabato sera, ai consigli di RB alla squadra più PERFETTISSIMA he è quella, naturalmente, della Lombardia.

COS'E' L'ORIENTEERING?

L'orienteerig è uno sport per tutte le età, ma anche un'attività ricreativa nella natura. L'orientamento si pratica di corsa e con la mountain-bike in estate, con gli sci da fondo d'inverno. Scopo di ogni orientista è quello di individuare la "via" più rapida, in funzione alle proprie capacità tecnico-atletiche, al fine di raggiungere i punti di controllo denominati "lanterne", predisposti sul terreno dal tracciatore di gara. Strumenti dell'orientista sono: una carta topografica, speciale e molto dettagliata ed una bussola. Sulla cartina vi è riportata l'esatta ubicazione dei posti di controllo tramite una serie di cerchietti rossi al cui centro corrisponde, nella realtà, la collocazione della lanterna. Ogni lanterna è dotata di "punzonatrice" con la quale, tramite apposita foratura su "cartellino", il concorrente può dimostrare all'arrivo il regolare passaggio dal punto.

PERCHE' ORIENTEERING?

E' uno sport che piace ai ragazzi, piace forse perchè si entra a contatto con la natura, con l'atmosfera misteriosa dei boschi, con l'energie delle distese erbose, con la scoperta di sentieri inesplorati. Piace perchè si può giocare in gruppo ma anche da soli, piace perchè c'è il gusto dell'avventura e del rischio unito alla certezza della strada giusta, rivelata dal percorso segnato sulla cartina topografica o, come spesso accade, dai compagni. L'orienteering è strumento di interazione ma anche di presa di contatto con il mondo dei ragazzi, delle loro paure e delle loro risorse. Con l'orienteering cerchiamo di collegare la gratificazione (dovuta alla riuscita, alla sfida con se stessi e all'andare autonomamente nei boschi) con la scoperta di abilità e competenze (risultante dall'esperienza diretta sul campo e dalla riflessione continua).
Fare orienteering con i compagni o con gli amici vuol dire incontrarli, cioè scoprire quanto possiedono di unico e singolare, scoprire le risorse di tutti e condividerle, arrivare alla sconfitta delle proprie paure legate al giudizio degli altri.

FONDAZIONE ADOLESCERE

Adolescere nasce nel 1869 come Orfanotrofio di Voghera su decisione della Cassa di Risparmio. Nel 1986 diventa Centro Sociale. Nel maggio del 2000 assume la connotazione di Centro Provinciale, cioè l'ente che, mantenendo la continuità storica (Centro), agisce di concerto con gli Enti Locali e con la Provincia di Pavia. Dal 1° gennaio 2004 Adolescere è Fondazione senza scopo di lucro con D.g.r. n.//14628 del 17 ottobre 2003, con l'impegno di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi "con" e "per" gli adolescenti e gli adulti.

I principi fondanti
La filosofia e la cultura della Fondazione Adolescere si basano sui principi della solidarietà (che è apprendimento della speranza e partecipazione e impegno alla propria realtà), della laicità (perché è uno stile, un metodo personale ai valori dell'autonomia, del pluralismo e del dialogo) e della valorizzazione della professionalità relazionale.

La nostra Mission
Adolescere interviene con servizi e progetti che comprendono le aree di intervento :
area sociale ed educativa per il diritto all'educazione, alla salute, alla socializzazione ed alla tutela dei minori;
area della formazione professionale e della formazione continua;
area dell'orientamento per il sostegno all'inserimento lavorativo;
area dell'aggiornamento del personale della scuola per la ricerca e l'innovazione;
area terapeutico - riabilitativa per la tutela della salute mentale dei disabili.

Adolescere è Fondazione di Comunità (Community Foundation) profondamente radicata nella storia del territorio.
Opera al servizio della popolazione e delle istituzioni locali attraverso il proprio capitale intellettuale, strutturale e relazionale.
Il coinvolgimento del territorio crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse (denaro, tempo, capacità e tecniche progettuali) ad Adolescere che ne garantisce il riutilizzo nell'ambito della stessa collettività.

Adolescere è Fondazione di Gestione in quanto finalizzata al raggiungimento diretto di scopi sociali, educativi, culturali e formativi attraverso accoglienti strutture e sperimentati processi organizzativi.