Premetto che va comunque dato merito all’autore del software, Giuseppe Simoni, e agli altri che hanno collaborato, di aver costruito da zero un’applicazione molto articolata e sostanzialmente ben funzionante: non solo, sempre nel suo tempo libero, egli si dedica agli invitabili aggiornamenti con la pazienza necessaria a chi gestisce un programma nato 14 anni fa.
Sì, Origare è nato quando era appena uscito Windows 95 e c’erano in giro ancora parecchi Windows 3.11; direi che solo dalla M35 in su ci si può rendere conto dello sviluppo informatico avvenuto da allora.
In sostanza la gestione di una manifestazione di Orienteering con Origare è una metafora della gara stessa.
Il concetto base è che bisogna seguire una serie di passaggi in perfetta sequenza: se si salta uno step, si fa un PM che invalida tutta la gestione.
Poi ogni singolo passaggio non ha mai una strada chiara e univoca: talvolta c’è un tastino bello semplice, visibile come una lanterna in fondo al prato, altre volte sembra un’operazione banale, ma poi ti rendi conto che devi fare almeno 8 click prima di arrivare al punto equivalente a una tratta breve che però supera un profondo vallone che quindi va aggirato con gran perdita di tempo.
Non dimentichiamoci poi che non è lecito sbagliare: se punzoni sul quadratino sbagliato hai buttato via la gara, infatti il nostro implacabile software salva sempre e immediatamente tutte le modifiche, anche quelle sbagliate, senza avvertirti.
Comunque ce l’abbiamo fatta: con un po’ di affiancamento direi che potremmo essere in grado di gestire autonomamente l’organizzazione di una gara di orienteering; una staffetta no però, per quella dovremo prima fare molta pratica sulla settimana enigmistica, in particolare il Quesito della Susi e la Pagina della Sfinge.
Di sicuro abbiamo tratto due importanti insegnamenti:
1) La prossima volta che succederà qualche inconveniente tecnico nell’organizzazione di una gara altrui saremo di certo molto più tolleranti e indulgenti.
2) Bisogna stare attenti quando si parte tra i primi in griglia e si è relativamente veloci: le stazioni di punzonatura spesso vengono accese solo con il passaggio del primo atleta e in questo caso il bip può ritardare di 1 o 2 secondi e se l’atleta ha infilato correttamente il bricchetto e lo ha mantenuto inserito per il tempo a cui è abituato senza badare al bip, c’è il serio rischio di fare PM (il piccolo grande campione di casa nostra ne sa qualcosa).
Tornando al software, è inevitabile pensare a una sua sostituzione con qualcosa di può moderno, ma la cosa non è semplice in quanto Origare è anche strettamente integrato con il sito della FISO, che a sua volta avrebbe bisogno di un bel restauro; e qui il discorso si allarga.
Per la verità il sito fa il suo onesto lavoro, ma senza dubbio si tratta di uno strumento per chi già conosce l’orienteering: c’è una parte divulgativa ma è ancora impostata in maniera tradizionale.
Quest’anno qualcosa di nuovo è stato fatto, per esempio i video, ma secondo me c’è ancora molta strada da fare.
Si dovrebbe fare un sito apposta solo per la diffusione dello sport puntando sugli strumenti multimediali (molte foto, video, interviste non solo a campioni ma anche a persone normali). Ci vuole interattività, la possibilità di inviare una mail in maniera semplice o postare una domanda su un forum. E’ utile una diffusione sui vari strumenti di social networking in modo da approcciare le persone parallelamente e non dall’alto al basso.
Ovviamente mi rendo conto che il problema principale sono i soldi, ma senza idee, comunque, non si va da nessuna parte.
Saluti
Francesco
Nessun commento:
Posta un commento